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La Fed carica i mercati, la Bce di Lagarde non ci prova nemmeno


Al capo della Fed Jay Powell sono servite molte meno parole per galvanizzare Wall Street ieri sera promettendo che farà di tutto per far ripartire l’economia, mentre la capa della Bce ne ha utilizzate molte di più per dire che non farà praticamente niente di più di quello che sta già facendo. I tassi della banca centrale restano infatti fermi nonostante fossero usciti subito prima della conferenza stampa di Lagarde i numeri del Pil dell’Eurozona peggiori di sempre, mentre sul fronte dello stimolo il nuovo PE-ltro, che sta per Pandemic Emergency long term refinincing operations è più un esercizio semantico che una vera novità.

Intanto l’orizzonte temporale degli interventi straordinari della Bce resta limitato al superamento dell’emergenza virus, vale a dire qualche mese, e oltretutto con flessibilità, mentre Lagarde ha parlato poco se non affatto di come intende aiutare la ripresa economica dopo che sarà superato il blocco delle attività auto-inflitto per contrastare la diffusione della pandemia.

Una debolezza di ispirazione che contrasta stridentemente con il quadro tracciato dalla stessa Lagarde sugli scenari economici dell’Eurozona, sintetizzato dalla previsione di un Pil dell’area che quest’anno può scendere tra il 5 e il 12% quest’anno, con un impatto ancora più severo nel secondo trimestre. Un elemento positivo emerso dalle parole della Lagarde è che in diversi passaggi ha fatto capire che continuerà a comprare titoli indipendentemente dalla tipologia delle asset class, dal rating e dal paese emittente. Non ha fatto nomi e si è ben guardata dal citare direttamente l’Italia ma ha ripetuto più volte il termine “all jurisdictions” per farsi capire.


A cura di Financialonge.com

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